Incontro pubblico sull’attuale situazione politico-sociale

Un “confronto” sereno e informato sulla situazione politica italiana dalle elezioni del 4 marzo alla nascita del Governo Conte: è stato questo il fine dell’incontro promosso il 7 giugno 2018 dall’ISFPS Mons. A. Lanza, dalla Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali, con Reggio Non Tace, Libera, e il Laboratorio Politico – Patto Civico.

Ad introdurre i lavori il Prof. A. Spadaro, ordinario di Diritto Costituzionale, che ha subito ricordato le tre principali fasi di cambiamento che si sono succedute nella storia della Repubblica Italiana ogni volta che una crisi politico-sociale ha determinato la nascita di un nuovo sistema di partiti e di un nuovo sistema elettorale. A seguire una serie di considerazioni sull’attuale ripresa economica, che vede la bilancia commerciale attiva e il PIL in ripresa dopo anni difficili. Permane tuttavia il grave problema del debito pubblico e non è scontato che gli investitori internazionali rinnoveranno l’acquisto di titoli di stato italiani. Non si possono ignorare i vincoli di mercato tra Stati, come pure il tema della giustizia distributiva (affinché la flat tax prevista dal “contratto” dell’attuale Governo non violi il principio di progressività previsto dall’art. 53 Cost. è divenuta dual tax).

Riguardo la questione giuridica del rifiuto del Presidente della Repubblica di nominare un Ministro proposto dal Presidente del Consiglio (la nomina dell’”euroscettico” Prof. Savona al MEF), il docente ha precisato che, a norma dell’art. 92, lo stesso da sempre ha un ruolo attivo nella decisione, anche se non può opporsi per motivi politici. Infatti, mentre Governo e Parlamento sono organi di indirizzo politico, Il Presidente della Repubblica e la Corte Cost. rappresentano gli organi di garanzia costituzionale. Ed a sostegno di questa tesi sono stati citati gli art. 2 (vincoli di solidarietà), 47 (tutela del risparmio), 11 e 117 c.1 (rispetto degli obblighi internazionali e dei vincoli comunitari), 81 e 119 (equilibrio di bilancio). Infine, il docente ha espresso una considerazione sullo scontro di tipo antropologico-politico in atto nella società, non solo italiana, tra “populismo” e razionalità, tra sovranismo e internazionalismo, tra società chiuse e società aperte e sulla necessità, come diceva Don

Milani, di combattere la prima forma di povertà che è l’ignoranza.

Tanti gli interventi (di adesione e critici) del pubblico presente, sempre attento e composto sia da comuni cittadini che da rappresentanti di associazioni locali. In particolare, chi si occupa di assistenza ai migranti ha espresso seria preoccupazione per le idee politiche dell’attuale Ministro degli Interni, ed ha ribadito la necessità di continuare a sostenere le persone più fragili e povere, senza distinzione di razza.

Da più parti è stata confermata la consapevolezza delle crisi profonda dei partiti tradizionali e della società civile, la prevalenza dell’individualismo e il rancore verso il sistema che ha determinato un voto che in parte è stato “di protesta”. Tra i più gravi problemi sono stati indicati la presenza della criminalità, la corruzione e l’alto tasso di disoccupazione, soprattutto al Sud.

Vista la buona riuscita dell’incontro, le associazioni promotrici hanno auspicato la necessità di continuare a ragionare assieme, ripartendo dai territori, ascoltando le istanze delle persone comuni e riavviando una progettazione sociale e civile secondo un nuovo “cambio di paradigma”, per ridurre le diseguaglianze e realizzare pienamente i principi della nostra Costituzione. Con la speranza di ricostituire il tessuto sociale e formare cittadini che siano liberi e consapevoli quando sono chiamati ad esercitare il loro diritto di voto.

 

Stefania Giordano

 

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