Paradossi della democrazia: quando il popolo opera contro il popolo

E’ tempo coraggiosamente di demitizzare i termini e i concetti di popolo, sovranità popolare e democrazia:

a) il popolo (come le «persone giuridiche») non esiste in natura, ma è solo una fictio iuris. In natura, invece, esistono solo le persone concrete e le formazioni sociali (famiglia, ecc.);

b) la sovranità – ossia un potere assoluto, concentrato e illimitato – è un concetto di origine teologica (supremitas imputabile solo a  Dio «onnipotente»): sul piano umano è solo una titanica e tragica illusione;

c) la democrazia, fondata sulla finzione che chiamiamo «popolo» – da sola, senza aggettivi – è soltanto il regime in cui la maggioranza vince e la minoranza perde. L’unico motivo per cui è preferibile non è etico (J. Maritain: «surrogato della comunione evangelica»), ma pratico-utilitaristico: (H. Kelsen: soffre il minor numero di persone). Ma lo stesso concetto di «maggioranza» è debolissimo. Spesso decide una minoranza attivachi vince rappresenta quasi sempre la “minoranza” degli aventi diritto (nei sondaggi Lega+ M5S  hanno più del 50 %, ma quelli che li hanno votanti di sono meno di 1/3 degli aventi diritto; Trump ha avuto meno voti della Clinton; lo scarto nella Brexit è stato minimo: ha deciso una minoranza attiva…)

 

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