Presentazione del libro di Don Giacomo Panizza – L’intervento di Amelia Stellino

 

 Il 14 marzo 2017, presso la Libreria Paoline di Reggio Calabria, si è svolta la presentazione dell’ultimo libro di Don Giacomo Panizza dal titolo “Cattivi maestri: La sfida educativa alla pedagogia mafiosa”. A moderare l’incontro con l’autore Pasquale Neri, portavoce del Forum terzo settore cittadino, che ha introdotto gli interventi della prof.ssa Sara Bottari, del prof. Valentino Scordino, fondatore dell’Associazione Maestri di Speranza e della docente dell’Istituto Superiore di Formazione Politico-Sociale Mons. A. Lanza Amelia Stellino.

La prof.ssa Stellino ha ricordato il servizio educativo dell’Istituto di formazione socio-politica che, da 25 anni,  si rivolge a tutti i cittadini che intendono comprendere la realtà attuale e  impegnarsi per il bene comune. Nel commentare il testo di Don Giacomo Panizza la docente si è soffermata sulla definizione di “cattivi maestri”, cioè coloro che utilizzano le regole criminali per imporsi sulle comunità locali. Mentre, al contrario, per chi vuole prevaricare attraverso l’aggressione mafiosa un “cattivo maestro” è colui che si oppone alle ingiustizie diffondendo la cultura dei diritti, come fece Don Pino Puglisi a Palermo, che riuscì ad allontanare tanti giovani dal sistema mafioso. Il testo, che racconta episodi di vita nei nostri territori, si rivolge principalmente ai giovani proprio perchè devono scegliere i  loro ideali “cattivi maestri”. Il messaggio di fondo è che solo una valida educazione alternativa può contrastare la mentalità mafiosa.

    Il sistema mafioso – come scrive Don Giacomo – è “un sistema senza cuore che agisce tra noi”, anche attraverso la mediazione sociale e arriva a pervadere tutti gli ambiti, persino quello della Chiesa, privandoci dell’inviolabile dignità umana. È necessario dunque “rimettere in cammino la speranza” attraverso azioni positive e concrete, proprio come ha fatto Don Giacomo che nel 1976 si è trasferito a Lamezia fondando la comunità Progetto Sud.

 “Mi viene più semplice sperare con i disperati”- ha scritto il prete “emigrato al rovescio”- come se, insegnando  a vincere la rassegnazione, si animasse egli stesso di speranza.

A conclusione dell’intervento la docente ha ribadito che i veri maestri sono coloro che ci aiutano soprattutto a interrogarci, per capire la giusta direzione da seguire,  riconoscendo  il primato della coscienza. Educare alla giustizia, inoltre, costringe a saper gestire la paura, che spesso paralizza e porta ad isolarsi, mentre la cultura dei diritti insegna che è possibile camminare insieme e condividere una speranza collettiva.

Stefania Giordano

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