
Una tavola rotonda sull’Intelligenza Artificiale apre il corso dell’Istituto Mons. A. Lanza
Da oltre trent’anni l’Istituto diocesano Mons. A. Lanza, attraverso un percorso formativo di approfondimento su temi sociali e politici, cerca di fornire strumenti e metodi per la comprensione della realtà attuale.
L’anno sociale 2026-2027 è iniziato il 23 ottobre con una tavola rotonda che ha suscitato vivo interesse proprio per l’argomento affrontato, che è di stretta attualità e che è stato anche oggetto dell’ultima Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV.
“I.A. e riserve di umanità” è stato il titolo dell’incontro che ha visto la partecipazione di quattro relatori provenienti da diversi settori scientifico disciplinari dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria: il prof. Francesco Buccafurri, ordinario di Ingegneria Informatica; il prof. Francesco Manganaro, ordinario di Diritto Amministrativo; la prof.ssa Nadia Mammone, associata di Elettrotecnica; la dott.ssa Carla Amaddeo, dottoranda in Diritto ed Economia.
Il prof. Buccafurri ha spiegato in sintesi come funzionano gli LLM, ossia i modelli linguistici di grandi dimensioni, sottolineando anche il lavoro di addestramento e gli investimenti che prevedono questi sistemi in termini di hardware e server.
Si è poi soffermato su tre insidie connesse ai sistemi di intelligenza artificiale generativa e su tre possibili interventi umani volti a contrastarli: la prima insidia è la distorsione probabilistica, che può generare risposte errate da parte della macchina (le cosiddette “allucinazioni”), ma ci sono anche le “bolle culturali” e gli “attacchi avversari” (l’uso volutamente distorto dei sistemi di I.A.).
Le “riserve di umanità” per contrastare queste insidie sono la competenza, la creatività, l’originalità e la vigilanza, per questo è indispensabile che si faccia ancora di più affidamento sulle capacità umane.
L’impiego dell’I.A. come strumento di supporto al lavoro nelle pubbliche amministrazioni è stato l’argomento al centro dell’intervento del prof. Manganaro.
Pur essendo noto l’impiego degli strumenti di I.A. nell’ambito delle decisioni amministrative, è solo dallo scorso anno che nel nostro ordinamento è stata introdotta una disposizione normativa che ne regolamenta l’uso: la legge n. 132 del 2025 detta le disposizioni in materia di I.A. e, in particolare, l’articolo 14 fa riferimento all’utilizzo nella pubblica amministrazione in funzione strumentale, nel rispetto dell’autonomia e del potere decisionale della persona responsabile dei procedimenti.
La prof.ssa Nadia Mammone ha esposto ai corsisti una relazione su I.A. e medicina, nello specifico riferita ai progetti realizzati dal Laboratorio AI_LAB dell’Univesità, diretto dal prof. Carlo Morabito, a supporto della diagnosi medica e che collabora anche con il GOM cittadino e altri centri di ricerca medica e scientifica.
Il caso studio di cui si è discusso ha riguardato il supporto dell’I.A. nella diagnosi precoce dell’Alzheimer, una malattia che purtroppo interessa un numero sempre crescente di persone.
L’obiettivo è riuscire a individuare i primi segni della malattia prima che i sintomi siano evidenti, per poter intervenire a rallentare la degenerazione dei tessuti neurali.
Questo caso studio presentato dimostra come gli strumenti di I.A. vadano compresi e regolati e non stigmatizzati aprioristicamente, rappresentando una innovazione tecnologica che può supportare l’essere umano anche per migliorare le condizioni di salute.
Infine è intervenuta la dottoranda Carla Amaddeo, sull’applicazione dei sistemi di I.A. a supporto dei lavori in Parlamento.