“I.A. e riserve di umanità”

Stefania Giordano

Una tavola rotonda sull’Intelligenza Artificiale apre il corso dell’Istituto Mons. A. Lanza

Da oltre trent’anni l’Istituto diocesano Mons. A. Lanza, attraverso un percorso formativo di approfondimento su temi sociali e politici, cerca di fornire strumenti e metodi per la comprensione della realtà attuale.

L’anno sociale 2026-2027 è iniziato il 23 ottobre con una tavola rotonda che ha suscitato vivo interesse proprio per l’argomento affrontato, che è di stretta attualità e che è stato anche oggetto dell’ultima Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV.

“I.A. e riserve di umanità” è stato il titolo dell’incontro che ha visto la partecipazione di quattro relatori provenienti da diversi settori scientifico disciplinari dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria: il prof. Francesco Buccafurri, ordinario di Ingegneria Informatica; il prof. Francesco Manganaro, ordinario di Diritto Amministrativo; la prof.ssa Nadia Mammone, associata di Elettrotecnica; la dott.ssa Carla Amaddeo, dottoranda in Diritto ed Economia.

       Il prof. Buccafurri ha spiegato in sintesi come funzionano gli LLM, ossia i modelli linguistici di grandi dimensioni, sottolineando anche il lavoro di addestramento e gli investimenti che prevedono questi sistemi in termini di hardware e server.

Si è poi soffermato su tre insidie connesse ai sistemi di intelligenza artificiale generativa e su tre possibili interventi umani volti a contrastarli: la prima insidia è la distorsione probabilistica, che può generare risposte errate da parte della macchina (le cosiddette “allucinazioni”), ma ci sono anche le “bolle culturali” e gli “attacchi avversari” (l’uso volutamente distorto dei sistemi di I.A.).

Le “riserve di umanità” per contrastare queste insidie sono la competenza, la creatività, l’originalità e la vigilanza, per questo è indispensabile che si faccia ancora di più affidamento sulle capacità umane.

L’impiego dell’I.A. come strumento di supporto al lavoro nelle pubbliche amministrazioni è stato l’argomento al centro dell’intervento del prof. Manganaro.

Pur essendo noto l’impiego degli strumenti di I.A. nell’ambito delle decisioni amministrative, è solo dallo scorso anno che nel nostro ordinamento è stata introdotta una disposizione normativa che ne regolamenta l’uso: la legge n. 132 del 2025 detta le disposizioni in materia di I.A.  e, in particolare, l’articolo 14 fa riferimento all’utilizzo nella pubblica amministrazione in funzione strumentale, nel rispetto dell’autonomia e del potere decisionale della persona responsabile dei procedimenti.

La prof.ssa Nadia Mammone ha esposto ai corsisti una relazione su I.A. e medicina, nello specifico riferita ai progetti realizzati dal Laboratorio AI_LAB dell’Univesità, diretto dal prof. Carlo Morabito, a supporto della diagnosi medica e che collabora anche con il GOM cittadino e altri centri di ricerca medica e scientifica.

Il caso studio di cui si è discusso ha riguardato il supporto dell’I.A. nella diagnosi precoce dell’Alzheimer, una malattia che purtroppo interessa un numero sempre crescente di persone.

L’obiettivo è riuscire a individuare i primi segni della malattia prima che i sintomi siano evidenti, per poter intervenire a rallentare la degenerazione dei tessuti neurali.
  Questo caso studio presentato dimostra come gli strumenti di I.A. vadano compresi e regolati e non stigmatizzati aprioristicamente, rappresentando una innovazione tecnologica che può supportare l’essere umano anche per migliorare le condizioni di salute.

Infine è intervenuta la dottoranda Carla Amaddeo, sull’applicazione dei sistemi di I.A. a supporto dei lavori in Parlamento.