La transizione digitale al servizio della città inclusiva

Stefani Giordano

La sfida della transizione digitale per le politiche urbane è stato il tema al centro della lezione della professoressa Gabriella Pultrone all’Istituto Mons. Lanza il 19 aprile 2024.

La docente, che insegna progettazione urbanistica all’Università Mediterranea, ha descritto in particolare alcuni strumenti innovativi utilizzabili per nuovi modelli di governance delle città.

Le tecnologie dei cosiddetti “digital twins”, applicabili anche nella pianificazione urbana, supportano la creazione di rappresentazioni virtuali di ambienti urbani a varie scale, tramite l’utilizzo di dati ambientali, spaziali, climatici, ecc.

Attraverso questi sistemi si arriva a riprodurre una copia digitale “gemella” della città reale, che si adatta anche ai suoi cambiamenti attraverso il continuo flusso di dati e può essere adoperata per la pianificazione. È possibile inoltre riprodurre virtualmente scenari ipotetici di rischi ambientali per motivi preventivi, con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Ci sono già diversi casi studio sia a livello internazionale (ad esempio a Boston, New York, Singapore, Amaravati, Helsinky, Barcellona, Lisbona), che a livello italiano (Bologna, Matera, Genova).

Alcune direttive a livello europeo sono contenute nel Programma Digital Europe e per il settore urbanistico è nato il progetto DUET (Digital Urban European Twins).

I digital twins supportano l’analisi diagnostica e la creazione di modelli, consentendo di testare i cambiamenti prima di implementarli nel mondo reale (ad esempio prima di chiudere una via al traffico).

La docente ha illustrato diversi progetti riguardanti: effetti delle scelte di trasformazione del suolo; l’organizzazione del traffico; la simulazione di rischi climatici come il caldo estremo nelle città o le inondazioni; il progetto Urbanage per le persone anziane; piani di recupero del verde urbano, dell’abitare e piani di gestione dei rifiuti o per l’approvvigionamento idrico; progetti per il monitoraggio del flusso turistico in città e la tutela del patrimonio culturale; progetti per migliorare l’accessibilità.

 

La buona riuscita delle simulazioni dipende dalla qualità e affidabilità dei dati ma anche dal coinvolgimento dei cittadini nella progettazione delle città intelligenti (o “smart city”).

Nel corso della lezione è stato richiamato l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, intitolato “Città e comunità sostenibili”, in cui si riporta che è necessario rendere gli ambienti urbani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili.

Le nuove tecnologie, in fase continua di evoluzione, possono supportare il raggiungimento di questi obiettivi e contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.