La Città Metropolitana di Reggio Calabria: rischi e prospettive

Gabriella Pultrone, Città Metropolitana

 

Il riconoscimento di Reggio Calabria città metropolitana con la legge delega n. 42 del 2009 impone un ripensamento amministrativo, funzionale e organizzativo a livello di governance e di assetto funzionale in una dimensione di area vasta, livello territoriale rispetto al quale esiste una scarsa cultura della pianificazione in una regione (fra quelle in ritardo di sviluppo UE) che si è dotata della sua prima legge urbanistica quattordici anni fa (LUR Calabria 19/2002).

Il processo di costituzione della Città Metropolitana di Reggio Calabria segue un cronoprogramma differenziato rispetto alle altre città metropolitana; infatti la data di effettiva costituzione del nuovo Ente locale arriva infatti circa due anni dopo quella delle altre città. Il tema, da un lato è inquadrabile in un processo di cambiamenti e riforme introdotte nel corso degli ultimi venticinque anni che ha L. 142/90, Legge Costituzionale n. 3/2001, L. 56/2014), dall’altro è riferibile ad un contesto più ampio e connesso al riconosciuto ruolo chiave delle città nelle politiche di sviluppo sostenibile UE, considerato che: le città svolgono un ruolo determinante come motore dell’economia, in quanto luoghi di connettività, innovazione, creatività e centri di servizi; i confini amministrativi delle città non corrispondono alla realtà fisica, sociale, culturale o ambientale dello sviluppo urbano.

È pertanto evidente che la dimensione dei problemi, delle sfide e delle opportunità travalica i confini delle singole città per estendersi ad intere aree metropolitane, laboratori dove sperimentare modelli di sviluppo più sostenibile e forme che accrescano la partecipazione e la condivisione politica, nella consapevolezza che non è possibile perseguire i macro obiettivi delle politiche comunitarie senza il coinvolgimento diretto dei territori. La politica di coesione per il periodo 2014-2020 riconosce con maggiore forza ed enfasi il ruolo delle città e dei territori (dove complessivamente vive ormai il 75% della popolazione europea) nello sviluppo regionale europeo, assumendo quale valore centrale il policentrismo all’interno di un sistema costituito da forti regioni metropolitane e da altre aree urbane in grado di fornire una buona accessibilità ai servizi di interesse generale.

Se da una parte il governo centrale può (e deve) guidare lo sviluppo economico di un Paese, dall’altra, la legislazione di comuni, regioni ed altri enti territoriali sono strumenti di indirizzo e sviluppo locale nell’ambito dei quali gli amministratori locali, gli imprenditori e gli interessi organizzati costituiscono un intreccio fondamentale di azioni e strategie in grado di produrre effetti positivi in termini di sviluppo, crescita del reddito e creazione di posti di lavoro. Nella concreta realtà italiana, le città metropolitane possano costituire un fortissimo polo di attrazione economico, sociale, finanziario, turistico. Il livello territoriale di queste nuove entità amministrative si conferma quello più idoneo per affrontare le sfide più significative sociali, economiche, ambientali e climatiche.

La nuova Città Metropolitana dovrà essere in grado di eliminare le procedure ridondanti, facilitare la creazione di economie di scala sui servizi di ampiezza metropolitana, soprattutto nell’erogazione delle prestazioni fondamentali per la cittadinanza (ad esempio, trasporto pubblico locale, infrastrutture per la mobilità, banda larga, servizi idrici, gestione del ciclo dei rifiuti, ecc.), e coordinare le risorse, al fine di garantire una maggiore efficienza ed efficacia della spesa Come affronterà le nuove sfide la città metropolitana di Reggio Calabria? Quali strumenti? Quali i possibili effetti della riforma metropolitana sul suo territorio che per legge coincide con quello dell’attuale provincia? Come valorizzare i propri assets per competere con le altre città metropolitane italiane ed europee? Quali prospettive alla luce delle opportunità offerte dall’attuale programmazione UE? Queste solo alcune delle questioni aperte attorno a cui riflettere in un’ottica propositiva che lasci intravedere in prospettiva la Città metropolitana dello Stretto.

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Gabriella Pultrone

(abstract lezione del 21 ottobre 2016)

la città metropolitana

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Relazione Pultrone

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