Fisiologia e patologia del lavoro a Reggio Calabria

Stefania Giordano

L’Istituto di formazione politico sociale Mons. A. Lanza più volte nel corso delle proprie iniziative e degli incontri con la cittadinanza ha affrontato le problematiche connesse al lavoro povero, sommerso e privo di tutele nel territorio calabrese. Quest’anno per contribuire alla formazione proattiva e sensibilizzare sull’argomento, il 21 novembre i corsisti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sul tema con il Dott. Massimiliano Mura, che dal 2023 è direttore dell’Ispettorato al lavoro dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria e anche della sezione territoriale di Cosenza.

Il dott. Mura ha ben spiegato funzioni e ruolo dell’Ispettorato al lavoro, istituzione costituita oltre un secolo fa come organo del Ministero dell’Agricoltura, industria e commercio e poi del Ministero del Lavoro, dotata dal 2017 di autonomia amministrativa, organizzativa e contabile.

A livello locale le strutture decentrate coincidono in genere con i capoluoghi di provincia, e ci sono poi direzioni di coordinamento a livello regionale e la sede nazionale che si trova a Roma.

Nell’ispettorato territoriale sono presenti ispettori di vigilanza ordinaria e di vigilanza tecnica, che svolgono attività di controllo sul rispetto della normativa dei rapporti di lavoro, sulla corretta applicazione dei contratti collettivi, sull’applicazione della legislazione in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Poiché non compete all’ispettore del lavoro l’attività di perquisizione, a meno che non abbia uno specifico mandato da parte dell’autorità giudiziaria, durante i controlli oltre al reperimento della documentazione che il datore di lavoro deve rendere disponibile, è fondamentale la collaborazione del lavoratore.

Ma spesso, in territori poveri e carenti di opportunità di guadagno come al sud, le stesse vittime dell’illecito, cioè lavoratori irregolari, “in nero” o con finti contratti part-time non sempre sono disponibili ad interloquire con gli organi di vigilanza.

In ambito urbano le principali irregolarità si riscontrano tra i lavoratori della grande distribuzione, della logistica, del commercio, dei pubblici esercizi e dei servizi alla persona: in alcuni casi sono privi di contratto e quindi totalmente sconosciuti al sistema contributivo, previdenziale e assicurativo; in altri sono registrati ma con un contratto di poche ore giornaliere e scarsa retribuzione mensile a fronte di 10-12 ore reali di lavoro al giorno, e senza poter esercitare il diritto al riposo settimanale.

In campo agricolo lo sfruttamento lavorativo si collega alla piaga del caporalato e alla tratta di esseri umani, provenienti soprattutto dagli Stati africani, che durante i periodi di raccolta sono costretti a vivere in alloggi malsani o in tendopoli, privi di assistenza sanitaria, di energia elettrica e di acqua. Il dott. Mura ha ricordato che l’intermediazione illecita e lo sfruttamento tipici del caporalato sono puniti dall’art. 603 bis del codice penale.

   Oltre all’effetto deterrente delle norme, è fondamentale proseguire con un lavoro comunicativo di informazione e prevenzione: per questo motivo l’Ispettorato del lavoro di Reggio Calabria, attraverso un protocollo stipulato di recente con i maestri del lavoro, si è impegnato ad organizzare incontri presso le scuole cittadine e della provincia per sensibilizzare i ragazzi e i giovanissimi futuri lavoratori e datori di lavoro sui temi della regolarità e della sicurezza.