Il 6 marzo 2026 L’Istituto A. Lanza ha ospitato il professore Josep Castellà Andreu, ordinario di diritto costituzionale dell’Università di Barcellona, esperto di diritto comparato e organizzazione territoriale del potere e di democrazia e partecipazione. Il docente, introdotto dal prof. A. Spadaro, ha affrontato il tema “I cristiani in cammino in un tempo di cambiamenti radicali”, soffermandosi sulla situazione del cattolicesimo in Spagna negli ultimi anni, ma anche della situazione politica e giuridico-costituzionale, per offrire spunti di confronto anche con la realtà italiana.
I due ambiti di discussione hanno riguardato: la rapida “secolarizzazione” della società spagnola e la recente polarizzazione sociale che ha coinvolto anche la presa di posizione politica dei cattolici. Alcuni dati statistici ufficiali rilevano che all’inizio della democrazia spagnola, intorno al 1980, circa l’80% della popolazione spagnola si dichiarava cattolica, mentre adesso questa percentuale è scesa al 55% ed è in netto calo anche la percentuale di cattolici abitualmente praticanti.
Una serie di riforme legislative, inoltre – approvate durante i governi a maggioranza socialista (insegnamento religioso nelle scuole pubbliche, aborto, divorzio, matrimonio gay, fine vita) – hanno rimarcato questo processo progressivo di secolarizzazione della società spagnola (la Spagna è per Costituzione uno Stato aconfessionale).
È stato fatto cenno anche al trasferimento delle spoglie del generale dittatore Franco dalla basilica della Valle de los Caidos, e alla proposta da parte del governo di trasformare il luogo in memoriale istituzionale laico. Altro segnale simbolico indicativo della “laicizzazione” è stato l’aver introdotto di recente, per la prima volta, i funerali di Stato “non” religiosi, in alcuni casi non accettati dai parenti delle vittime.
I partiti di opposizione al governo spagnolo, il Partito Popolare di centrodestra e il più estremista di destra (Vox), hanno tentato di bloccare queste riforme presentando ricorsi di incostituzionalità, ma il Tribunale Costituzionale le ha dichiarate conformi alla Costituzione.
Una recente sentenza nel 2024 dello stesso Tribunale ha anche dichiarato ammissibile il diritto delle donne di far parte di alcune confraternite religiose da secoli invece, tradizionalmente, di soli uomini, richiamando il diritto di non discriminazione.
Riguardo la polarizzazione partitica, ragioni storiche – la guerra civile (1946-39) che ha visto tanti martiri cattolici uccisi dalle forze anti-franchiste – hanno determinato, fino ai nostri giorni, la prevalenza in Spagna di un cattolicesimo di tipo conservatore, a favore del Partito Popolare oppure di Vox, mentre secondo i sondaggi, coloro che si dichiarano “non credenti” votano per il partito socialista oppure per quelli più a sinistra dello stesso partito.
A differenza che in Italia, sono molto pochi i cattolici nella sinistra politica. Ci sono poi alcune regioni spagnole, come l’Andalusia, la Castiglia-La Mancia, l’Estremadura, connotate da un profondo senso di religiosità popolare pur avendo una lunga storia politica socialista, e in cui la politica è molto rispettosa delle tradizioni culturali religiose.
Di fatto però le questioni religiose non trovano spazio nel dibattito politico, a differenza dei temi autonomistici.